- Accettazione totale: amare qualcuno (o qualcosa, o la vita stessa) senza volerlo cambiare per adattarlo ai propri desideri. Vedere luci e ombre e dire comunque “sì”.
- Assenza di possesso: non è l’amore che stringe e trattiene, ma quello che lascia libero, anche a costo di soffrire. Vuole il bene dell’altro, non il proprio controllo sull’altro.
- Durata oltre le circostanze: può cambiare forma (da passione a affetto, da presenza a memoria), ma non si spegne solo perché le condizioni esterne cambiano, perché nasce da una scelta profonda, non solo da un’emozione.
- Donarsi senza calcolo: dare senza tenere il conto di ciò che si riceve. Non è ingenuità, ma decisione consapevole di mettere al centro il bene, non il tornaconto.
- Radice interiore: l’amore infinito spesso è legato a qualcosa di più grande di noi (Dio, l’Assoluto, la vita, l’umanità). Non dipende solo da chi abbiamo davanti, ma da chi scegliamo di essere noi.
In sintesi: l’amore infinito è la tensione, molto umana e molto fragile, verso un modo di amare che non finisce quando finiscono le convenienze, le forze o le circostanze. È l’ideale di un amore che resta, anche quando tutto il resto passa.
Aggiungi commento
Commenti